Sto stretta in me come il mare in un bicchiere ma se non sto in questo calice messuno mi può bere

domenica 13 aprile 2008

grazie a tutti!!


E dopo“Sei di Palermo se...”, dal mondo del web palermitano è nato un nuovo tormentone che si sta diffondendo a macchia d’olio: “Accontentati”. A idearlo quattro ragazzi palermitani (Samuele Vassallo, Mimmo Caruso e le sorelle Maria Letizia ed Emanuela Affronti), tra i 20 e i 31 anni. Il gruppo, parodiando il video “Yes we can”, dedicato da una serie di rapper, attori e starlette della tv Usa a Barack Obama, hanno girato un video (utilizzando l’identica scenografia nera e la stessa musica di sottofondo) con protagonisti una ventina di studenti, immigrati e lavoratori precari che ripetono continuamente come una litania la parola: “Accontentati”. Una sorta di amara risposta made in Palermo al “Si può fare” di salsa veltroniana, adattata a una città che in cuor suo vorrebbe riscattarsi ma dove, siccome poco o nulla cambia, ad arrendersi e poi ad accontentarsi. E così, al posto della sensuale voce di Scarlett Johansson “pro Obama”, che offre un messaggio di speranza, c’è quella di una serie di ragazzi (più la guest star Pietro Giordano, protagonista di molti video di Ciprì e Maresco), che in modo sconsolato decidono di alzare le mani davanti all’amara realtà cittadina. A decretare il successo del video-tormentone sono soprattutto i numeri. A tre giorni dalla messa on line, quasi 8 mila persone hanno visionato il filmato su You tube (per trovarlo basta scrivere “accontentati”nella barra di ricerca) e diversi siti Internet (primo fra tutti il blog www. rosalio.it) hanno dedicato articoli e post al video, con commenti a volte contrastanti. «Non ci aspettavamo il successo di questo manifesto della disillusione — dice Samuele Vassallo, uno degli autori di “Accontentati”, costato ufficialmente 6 euro e 70 centesimi — Certo,qualcuno ha cercato di strumentalizzarlo con un fine politico, ma per noi è il documento di una preoccupante rassegnazione che non riguarda solo i ragazzi Palermo, ma un’intera generazione di italiani che, in cuor loro, accontentarsi non vogliono».

0 commenti: